La valigia invernale della canottiera

Amiche, la stagione delle gare invernali incombe, anzi, è già qui. L’apertura dei giochi avverrà con il fondo di Pisa, e potevamo, noi di Canottiere, lasciarvi sole in mezzo alle intemperie? Ecco perciò la nostra pratica check-list che vi aiuterà a comporre la valigia perfetta per affrontare ogni clima avverso, a partire da quello che conosciamo meglio: il nostro. Perché quando l’umido non lascia distinguere dove finisce la nebbia e dove comincia la pioggia, i master iniziano a divertirsi. Continua a leggere

Dreams

Oh my life is changing everyday, in every possible way.
And oh my dreams, it’s never quite as it seems, never quite as it seems.
La dolce voce irlandese di una cantante che se ne è andata troppo presto – perché è sempre troppo presto – accompagna i miei passi nel sole basso di un pomeriggio come altri. Continua a leggere

L’oroscopo del/le canottiere (tanto sappiamo che lo leggete anche se non ci credete)

Potevamo noi di Canottiere lasciarvi senza una guida sicura ma soprattutto assolutamente affidabile per questo inizio d’anno? Non ce la siamo sentita, davvero. E ricordate che, per ogni canottiere che parte bene, un canoista rimane indietro. Buon 2018!  Continua a leggere

Non sapevo cosa regalare alla mia compagna di blog

D’altronde non tutti amano il Natale allo stesso modo, e quando realizzi che c’è chi preferisce un dito medio alzato di cuore a un abbraccio impestato dello spirito delle feste, allora nulla più può essere convenzionale. Perciò, cara compagna di blog, ti regalo un post. Continua a leggere

Verdammt, wir leben noch

Capita a tutti di cadere.

Un archetto chiuso male, un tronco visto all’ultimo, un fatale tentativo di doppia entrata in singolo possono essere tra le cause più comuni del bagnetto nel fiume. Se poi è dicembre inoltrato, il trauma della caduta segnerà ogni passo, mentre prossimo all’ipotermia rincorri gocciolante la barca, in calzini sull’argine. Continua a leggere

Il cinghiale e la gazzella

Ebbene sì, ogni mattina una gazzella master si sveglia e sa che dovrà andare a lavorare, fare la spesa, passare dal commercialista, accompagnare i figli sotto la pioggia in mezzo al traffico, preparare la cena, piantare in asso il compagno – o la compagna – con la promessa di una serata futura dedicata solo al suo stretching e infine correre ad allenarsi, spesso sotto l’occhio impietoso dei giovani leoni affamati, che se ti mostrano i denti, ricordalo, non sempre potrebbe essere un sorriso. Continua a leggere