8 Marzo a Colpi Variabili: appunti sparsi sulla Giornata della Donna

Un post per la Giornata Internazionale dei Diritti della Donna? Scusate, ma non avevamo detto striptease maschile stasera? Oppure, meglio, ci troviamo tutte insieme e ci guardiamo i video dell’8+ della nazionale [versione remiera di un soft porno]!
Io proprio non ce la faccio. Per me l’8 marzo è momento di bilanci, bilanci che mi mettono anche un certo spleen. Non so che farci, ve lo beccate così.

Procedo in ordine sparso.

La prima cosa che mi viene in mente è l’educazione fisica a scuola, maschi e femmine separati, attività diverse. Ho pochi anni e già un numero di diottrie insufficiente per la pallavolo; scelgo il male minore, le atroci coreografie col cerchio e la fune, ma ho una fisicità che mi colloca tra Gloria e Melman di Madagascar. Medito una fuga per giocare a basket con i maschi.
Sull’educazione fisica delle ragazze la scuola ha fatto davvero tanta, tanta strada da quei tempi.

E penso alla mia prima volta da agonista. Il fidanzato geloso insinua che non ho avuto il posto in squadra per meriti sportivi. Potergli dire a distanza di pochi mesi che avevo vinto il campionato esordienti è stato quasi meglio che vincerlo, ma a quel punto ormai lui non contava più nulla, era soltanto un ex. Riflessione a vent’anni di distanza: c’è quasi sempre qualcuno pronto a farti credere che non meriti ciò che hai conquistato.

Che dire poi delle frasi topiche? Guarda che ti vengono le spalle larghe, e i muscoli sulle gambe, e i calli sulle mani; poi perdi la femminilità. Cosa sia questa femminilità di cui si parla tanto, io non l’ho mica ancora capito. So solo che questi erano gli stessi che poi allungavano le mani per cercare di toccarle, quelle spalle così diverse.

E infine le volte che mi hanno guardato storto perché perdevo tempo a remare ad un’età in cui avrei dovuto pensare a farmi una famiglia; e poi, quando una famiglia me la sono fatta mi hanno guardato storto perché remavo anziché stare a casa; e questo soprattutto con le donne, che l’invidia per le libertà altrui sa rendere più maschiliste degli uomini.
Perché io lo so che ho un privilegio grandissimo. Così mi sento quando sono su una barca: libera, libera e privilegiata. Privilegiata per molti aspetti, ma anche per quello della parità.

Ho compagni e compagne che mi sostengono, su cui posso contare, che sono solidali con me. Sono uomini e donne, indistintamente e a loro non fa differenza cosa io sia. Ho obiettivi da raggiungere alla pari con le mie avversarie. Ho fantastici equipaggi misti da provare, per vedere se è così impossibile l’amicizia tra maschi e femmine.

Nel canottaggio pesare più di 60 chili non è un difetto, mangiare come un adolescente maschio non è un difetto, essere ostinate non è un difetto. Se abbiamo fatto un buon tempo al remoergometro o in barca nessuno ci dirà mai che siamo state favorite perché eravamo carine o disponibili. Se andiamo forte, andiamo forte e basta.

Bene, ho finito. E, vista l’ora, rimando a un prezioso documento video su cui riflettere.

4 pensieri su “8 Marzo a Colpi Variabili: appunti sparsi sulla Giornata della Donna

Lascia un commento