Ebbene sì, ogni mattina una gazzella master si sveglia e sa che dovrà andare a lavorare, fare la spesa, passare dal commercialista, accompagnare i figli sotto la pioggia in mezzo al traffico, preparare la cena, piantare in asso il compagno – o la compagna – con la promessa di una serata futura dedicata solo al suo stretching e infine correre ad allenarsi, spesso sotto l’occhio impietoso dei giovani leoni affamati, che se ti mostrano i denti, ricordalo, non sempre potrebbe essere un sorriso.
Ma noi master siamo persone semplici, dateci la promessa di un buon pasto e noi vi seguiremo in capo al mondo. Eppure, in mezzo al groviglio di queste giornate, mentre si preparano gare di fondo minate da malanni più o meno stagionali e la sala vasche si vede di nuovo protagonista di tsunami di punta dopo una lunga e arida estate, c’è qualcosa nell’aria. Prude il naso, le mani inquiete cercano la giusta presa al remoergometro, i lombi abbozzano un vano seppur nobile tentativo di protagonismo. L’occhio si sposta appena, si guarda attorno discreto, accarezza i tempi altrui, sniffa consigli da una parte all’altra della sala vasche come un accanito frequentatore del SERD.
Noi master siamo persone semplici, la maggior parte di noi dirà che quando rema non si sente così competitivo, che sì, facciamo le gare, ma solo perché ci piace, che tutto sommato non ci interessava scendere di quel secondo agli ultimi 3000 di una 20km, che la falsa partenza è da invasati, che i 1000 sono più facili dei 2000, che la gazzella in fondo fa parte del cerchio della vita, che l’occhio non stava guardando la media del vicino – che è sempre la più verde.
Siamo persone semplici. Ma quando ci allineate alla partenza, sia essa avvolta nella nebbia dell’ultima gara di dicembre o sipario di una sessione di endurance indoor, scatta l’embolo. Cominciamo a distrarre l’avversario con discutibili domande astrologiche, lasciamo che la pallina si protenda qualche centimetro più avanti mentre il giudice allinea l’acqua 1 che non ne vuole sapere di soccombere alle grida provenienti dal megafono, prevediamo una brutta giornata per bilancia e scorpione in acqua 3.
Poi partiamo.
Discutibilmente, certo, ma partiamo. E per qualche minuto lasciamo fuori dalla barca una vita intera di famiglia, lavoro, rate, pensieri, figli, voti, tu sei master C o D quest’anno, devo controllare, senti che crampo che arriva tra poco, mi stai lavando, cazzo la barca cade, chissenefrega tira e basta, non c’è un domani.
E ci arriviamo, al traguardo.
A volte pure primi, a volte più indietro di altre.
Potevamo fare meglio… Hai tirato tutto quello che avevi? Colpi di tosse a coprire la risposta. E allora abbiamo fatto del nostro meglio. Ricordiamoci sempre che più che gazzelle, siamo cinghiali.