Ricordiamoci chi siamo, ovvero l’arte di remare sulle onde

Non abbiamo bisogno di metterci una medaglia al collo per sapere chi siamo.

Ciò che siamo sta tutto qui: nel sapore di sangue di un massimale tirato da soli, in una palestra vuota; nelle mani spaccate dal freddo dell’inverno, dal sudore dell’estate; nella testa sbattuta mille volte nello stesso posto per per trovare il nostro personale senso del canottaggio, il nostro personale senso della vita. Continua a leggere

Mille metri contro

“Bene, adesso tornate indietro per un kilometro. Fate contro a tutto carrello. Non si va ai campionati italiani senza saper fare un dannato contro.”
C’è chi saluta il gruppo, “è stato bello conoscervi”, chi suda sette body e chi parte a manetta per poi quasi imbardare, chi ce la fa e chi impreca mentalmente dopo un accorato “devo dire che vai meglio al contrario”. Continua a leggere

IN MEZZO AL LAGO – Pescate, senza data

È pieno giorno quando ti fanno salire in barca.

Il vento sferza le rive e le boe oscillano sulle onde, mentre il timore si disegna sulle labbra tese e sui muscoli al lavoro per far uscire le pale dall’acqua. Sei lì in mezzo, hai quasi paura che il lago ce l’abbia con te, oggi; invece è così che va, di giorno, soffia e si agita quando c’è confusione, non l’ha mai sofferta, credi a noi. Passano i secoli e ora come allora ha mantenuto il vizio. Continua a leggere

Dieci sparring partners per me

Una la voglio perché sa fare il finale / una la voglio perché ancor non sa cosa vuol dire imbardare / una soltanto perché ha insegnato a tutti tranne me / dieci sparring partners così, che dicon solo di sì. Certo, la metrica lascia a desiderare, ma rende l’idea di quanto difficile sia parlare di sparring partners, almeno per noi master. Ma ci proviamo lo stesso, partendo dall’inizio. Continua a leggere

Die Traumdeutung – Rowing Edition

Chi di noi dice di non aver mai fatto un sogno di canottaggio mente sapendo di mentire. Sogniamo canottaggio a tutto spiano, e non solo ad occhi aperti. Lo sogniamo nella pienezza delle emozioni e nel loro vuoto; se la barca – o la vita – ci mettono sotto pressione, o quando siamo così cariche che ci sentiamo esplodere, il canottaggio emerge prepotente dai recessi più segreti del nostro subconscio a rivelarci paure inconfessabili, traumi mai superati o desideri inibiti, non approvati dalla nostra coscienza e – meno che mai – dal nostro allenatore. Continua a leggere