Leggi di una leva

Il primo articolo di questo blog, luglio 2017, citava mio padre, all’ingenuo inizio del mio percorso in barca: “Gheto finio de spostare acqua co sta candea, che tanto a torna dove che a gera?” [per i non veneti: “Hai finito di spostare l’acqua sotto questo sole, che tanto torna dov’era prima?”]
Mai tanta saggezza venne racchiusa in una battuta di spirito. Perché dopo sei anni, tanti chilometri ma sempre troppo pochi, e qualche remo rotto più tardi, inizi a realizzare che meno sposti l’acqua più strada fai.

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Errata Corrige

Niente, sto sbagliando qualcosa.
Tipo?
Non lo so, forse non mando via le mani abbastanza rapidamente.
Ce l’hai sempre avuto sto problema.
Problema mi sembra una parola grossa, diciamo un errore che mi trascino fin dall’inizio, ecco.
Quindi?
Quindi forse mi rallenta la ripresa e arrivo tardi in attacco, sballo il settore…
Può essere ma io da qui non ti vedo.
Vabbè ma sei davanti, qualcosa sentirai… il carrello come ti sembra?
Forse ogni tanto c’è un po’ di ritardo.
Eh ma dimmelo, no.

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Giro di fondo sopra i massimi sistemi

Diciamoci la verità, siamo fuori allenamento.
Possiamo ancora dare carne a qualcuno ma nel nostro intimo il tarlo del senso di colpa ci sta divorando l’anima lignea e masochista coltivata in anni di spietata lotta contro noi stessi.
Alla fine si riassume tutto nella motivazione e la domanda sorge spontanea.
Perché remiamo?

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18 colpi al minuto.

Lentezza.
Lentezza è il momento che mi sto prendendo ora, alle 17.50 del 24 dicembre.
Lentezza è sentire all’improvviso, dopo 5 anni di voga, un finale diverso dal solito.
Lentezza è remare da pochi mesi, finire 16 kilometri di sfida in singolo e arrivare sul pontile con il sorriso per avercela fatta fino in fondo.
Lentezza è aspettare un esito, come in trincea, contemplando i minuti, trovando il pezzo mancante di un puzzle.

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Bardolino 3.0

Non esiste un modo semplice per dirlo. Abbiamo provato a passare oltre, a provarne altri, a guardarlo con occhi estranei. Niente, Bardolino resta il nostro campo di gara preferito, la nostra meta annuale, il vino che non puoi mancare di assaggiare, per quante cantine tu abbia visitato. E sicuro ne hai visitate parecchie. Se ci avete letto dall’inizio del nostro percorso, saprete che ci è caro per l’ospitalità, per quel senso di famiglia che ti accoglie a braccia aperte sulle rive del Garda, e perché ogni anno ci regala una cosa su cui riflettere. O due. Continua a leggere

L’amante inglese

È tempo di morire, diceva Rutger Hauer nel famoso monologo del replicante, alla fine della sua corsa in Blade Runner. Nel pieno dei campionati italiani master questo tempo di allenamento duro, costante e appassionato, è arrivato ed è passato, lasciandoci davanti alle gare tanto attese, alla resa dei conti, alla realtà dura e cruda, quella che ci piace di più. Continua a leggere