Niente, sto sbagliando qualcosa.
Tipo?
Non lo so, forse non mando via le mani abbastanza rapidamente.
Ce l’hai sempre avuto sto problema.
Problema mi sembra una parola grossa, diciamo un errore che mi trascino fin dall’inizio, ecco.
Quindi?
Quindi forse mi rallenta la ripresa e arrivo tardi in attacco, sballo il settore…
Può essere ma io da qui non ti vedo.
Vabbè ma sei davanti, qualcosa sentirai… il carrello come ti sembra?
Forse ogni tanto c’è un po’ di ritardo.
Eh ma dimmelo, no.
Ma non è un’inculata, eh. Solo un’indecisione ogni tanto.
E’ pur sempre un errore. E poi chissà le pale come sono, non mi sembra di sbandierare però non afferro l’acqua come vorrei…
Ma la barca non va malissimo eh…
Lo dici solo per consolarmi!
Ma no!
Se solo sto fiume stesse fermo un attimo…
In che senso?!
Qua ogni palata è diversa! Non fai in tempo a farne una buona che subito te ne vengono dieci da schifo. L’equilibrio è precario, la barca balla, il vento contro ci spinge sempre in centro fiume, ho il via di mani lento, non capisco se parto di schiena, magari dovrei portare leggermente avanti il puntapiedi, guarda un po’ il finale…
Ehi!
Eh…
Basta.
Basta cosa?
Basta. Si chiama canottaggio, mica freccette. E non sei da sola in barca, siamo in due.
Non ho afferrato.
Sei in barca con me, siamo su un due di coppia, sì? Beh, non puoi fare così, non puoi pretendere di costruire la palata perfetta con tutte ste cose da correggere in una botta sola. Tutta questa perfezione che cerchi, ma chi ti credi? Ma neanche gli olimpionici pretendono di far tutto bene, tutto subito. Sai i chilometri che macinano, sbagliando? Sai quei grandi, meravigliosi propositi, quei video motivazionali in cui si raggiunge il nirvana della remata con la barca che scivola in silhouette sul sole che tramonta?
Eh…
Esticazzi! Non funziona così! Sai come funziona?
…come funziona?
Funziona che ci facciamo il culo settimana dopo settimana in singolo, con una pazienza infinita, lavorando su una sfumatura alla volta. E, porco scalmo, ci baciamo le mani se facciamo una palata giusta ogni dieci.
Le mani…
Vabbè, le vesciche. E poi al sabato facciamo doppio, e il culo ce lo facciamo insieme, ma sempre un pensiero alla volta. Una correzione per volta, quando va bene, e a volte non riusciamo a lavorare neanche su quella, se non è giornata. Perciò basta con tutte ste manfrine. Vivi, per la miseria. Hai capito? VIVI!
Ma mi pare una reazione esagerat…
No! Lo dico io quando è esagerata, va bene?!
…
Adesso sai cosa fai? Svuoti la testa, che mi sembra piena di insegnamenti a sufficienza per un paio d’anni, e inizi a remare senza pensare a una beata fava. Ok?
Ok.
Bene. Finale.
Bene. Però stai calma, eh.
Sono calmissima. Se ci sei, ripartiamo. Finale…
Aspetta. Una cosa sola.
Dimmi.
E il via di mani?
In culo anche il via di mani.
Però stai calma, eh! ^_^
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