Lentezza.
Lentezza è il momento che mi sto prendendo ora, alle 17.50 del 24 dicembre.
Lentezza è sentire all’improvviso, dopo 5 anni di voga, un finale diverso dal solito.
Lentezza è remare da pochi mesi, finire 16 kilometri di sfida in singolo e arrivare sul pontile con il sorriso per avercela fatta fino in fondo.
Lentezza è aspettare un esito, come in trincea, contemplando i minuti, trovando il pezzo mancante di un puzzle.
Lentezza è accorgersi di armare l’attacco e di amare le pause.
Lentezza è scoprire l’amore a cuore vuoto, quello grande e quello piccolo.
Lentezza è crescere una palata ogni mille, per anni.
Lentezza è tornare a prendere un vecchio mobile dopo averlo scartato anni fa.
Lentezza è leggere Il Piccolo Principe, un’altra volta. E Harry Potter, e Il Signore Degli Anelli.
Lentezza è scrivere solo quando si vuole dire qualcosa.
Lentezza è vincere l’inaspettato perdendo una certezza.
Lentezza è il momento che mi sto prendendo ora, alle 18.00 del 24 dicembre, mentre tutto fuori corre verso il cenone, mentre il mondo gira sul suo asse e già si allunga una giornata.
Lentezza è infine il mio augurio per questo Natale, perché se tutto vi suggerisce di andare veloce, non c’è niente di più bello che prendere una barca, guardare tutto negli occhi e per una volta tenerli a 18, quei colpi al minuto.
Buon Natale a tutti voi, di cuore.
Foto di Dario Marizza
Grazie, auguri di cuore
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18x16km
E ora inizia il concerto
Allegro di partenza con mezzo carrello
Adagio adagio ma alla fine largo alla prima curva a gomito,
Lento con vigore x gestire le forze,
Allegretto finale nella via del ritorno
… ma poi lentamente un lento riflessivo,
Haydn con la sinfonia degli adii,
Lentamente l’incontro con il se
Lentamente l’armonia del movimento
Lentamente, lentamente l’arrivo
Lentamente la corona dell’ultima nota.
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