È tempo di morire, diceva Rutger Hauer nel famoso monologo del replicante, alla fine della sua corsa in Blade Runner. Nel pieno dei campionati italiani master questo tempo di allenamento duro, costante e appassionato, è arrivato ed è passato, lasciandoci davanti alle gare tanto attese, alla resa dei conti, alla realtà dura e cruda, quella che ci piace di più. In un oltre fatto di tante cose, la nostra sarà una confessione in piena regola. Abbiamo davvero deciso di mettere a tacere le tante voci di corridoio svelando il più sordido dei nostri segreti – anche perché è dura tenerlo tale ancora a lungo. Dateci qualche minuto per preparare ancora una volta la borsa, scegliere con cura la biancheria e gli abiti, e fare in macchina quel percorso fatto per tante, tante sere negli ultimi mesi. Piano, ma con qualcosa in fondo allo stomaco, con la sensazione di andare un po’ a una festa e un po’ al macello. Un appuntamento ogni volta uguale e diverso. A volte travolgente, a volte ingannevolmente rilassante.
Dateci un attimo per raccogliere il respiro, perché stavolta ci incontreremo in campo di gara, e davanti a lui il resto sparisce; la mente si svuota, il corpo è solo un insieme di percezioni, completamente vivo.
Il nostro amante è inglese, alto, slanciato, ha il passo deciso e l’accento sensuale. Per un attimo, al nostro arrivo, pare svanito, ma ancora una volta è lì ad aspettare, al pontile.
Ci abbraccia, ci porta via da tutto, non chiediamo altro. Il nostro amante sa di cosa abbiamo bisogno, anche se a volte non è tutto così facile come sembra.
È faticoso? Chiedono delle sconosciute entrate per caso nella conversazione.
No, risponde qualcuna, seguita dalle risate delle altre.
No, non è faticoso: il nostro amante è faticosissimo. Difficile trovare qualcuno più complesso di lui, dei suoi momenti troppo intensi o troppo vuoti, dei suoi umori altalenanti. Puoi trovarlo, rincorrerlo, perderlo, ma per tenerlo vicino c’è un solo modo: lasciarlo fare, senza tentare di dominarlo, di incazzarti con lui o di sfidarlo con la rabbia di tutte le tue giornate. Non funzionerebbe. Lo sappiamo bene che non funzionerebbe, un amore così.
Il nostro amante è inglese, ci bacia in segreto sotto la pioggia dopo un’estenuante e afosa lotta contro il mondo intero, lasciandoci senza fiato, tutte quante.
Alla fine proviamo inutilmente a far sparire le tracce; una doccia, a cancellare tutto dalla pelle e dai capelli. La borsa nascosta nel bagagliaio della macchina con il suo contenuto compromettente, scaricata direttamente in lavatrice per non destare troppi sospetti. I pensieri sepolti sotto un fogliame di quotidianità, per non far mancare la disinvoltura di chi non ha niente da nascondere.
Tutto inutile. Tanto i segni di un amante, quelli veri, non vanno via mai.
Sempre più profondo, grazie.
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