Glossario del Master Neofita

Archetto: Parte dello scalmo che, se non chiusa correttamente, realizza il sogno del primo tuffo carpiato del canottiere.

A sentimento: definizione di qualsiasi azione compiuta dal master nell’ignoranza di nozioni basilari quali: partenza, massimale, passo gara, serrata, entrata, finale, attacco, palata, carrello.

Assieme: in teoria, il corretto movimento della palata a tempo con i compagni di barca. In pratica, un mito sepolto accanto alla perduta Atlantide.

Attacco: posizione base che il master raggiunge correndo sul carrello, per poi attendere l’attacco dei compagni, osservare il panorama, far attraversare le papere e infine entrare con le pale nell’acqua, con calma.

Barca: non canoa.

Boe rosse: quando presenti, indicano il momento in cui, nell’ultimo quarto di gara, il master può finalmente affogare nel proprio acido lattico per poi infartare al segnale acustico dell’arrivo.

Bordata Pari: in una barca di punta con formazione classica, chi è seduto ai carrelli 2, 4, 6, 8 e ha il remo alla propria sinistra.

Bordata Dispari: in una barca di punta con formazione classica, chi è seduto ai carrelli 1, 3, 5, 7 e ha il remo alla propria destra.

Capovoga: chi occupa il carrello n°1, il più vicino alla poppa nella numerazione italiana (ovvero l’unica che numera i carrelli nel modo corretto, mentre tutto il resto del mondo parte a contare misteriosamente dalla prua). Figura tecnica e d’esperienza, il capovoga detta il ritmo delle palate e imposta in generale il passo di gara.

Carrello: sedile mobile che rende il canottaggio uno sport di gambe e il capovoga master un personaggio molto molto passivo.

Chiave da dieci: utensile a tubo indispensabile per montare e smontare gli scalmi e le pedaliere. Nell’immaginario collettivo è disponibile solo nei più prestigiosi negozi di ferramenta, in cui le donne master fanno tappa due volte al mese per dare un’occhiata al figo dietro al bancone.

Chiave da tredici: utensile semplice ma indispensabile per montare e smontare quinti bracci e barche lunghe divise in più sezioni.

Colpi: palate al minuto. 20 colpi per un lavoro di fondo, 30 colpi il passo gara master, 35 colpi il passo gara master alle boe rosse; 40 colpi il passo gara master sull’Acheronte del proprio trapasso.

Con: voga in presenza del timoniere; simbolo +.

Contro: movimento di remata contrario al movimento della voga all’inglese tipica del canottaggio: in sostanza si spinge il remo in acqua anziché tirarlo. Ciò permette alla barca di proseguire nel verso della poppa, ovvero in avanti. Ovvero all’indietro. Il contro permette inoltre di far gonfiare le vene dei giudici di gara durante l’allineamento necessario per la partenza.

Coppia: voga con due remi a testa; simbolo X.

Cox-box: apparato microfonico e contacolpi in dotazione al timoniere di barche lunghe. In alternativa, grande capacità polmonare e decibel come se piovesse.

Cubo: esercizio di step effettuato sempre e comunque più a lungo e con un gradino più alto di qualsiasi altro step in qualunque altro sport.

Entrata: si presuppone che per muovere l’imbarcazione i remi debbano entrare in acqua una volta che il canottiere raggiunge la posizione di attacco. A volte il master ce la fa.

Finale: posizione base che il master tiene con scarsa grazia e scarsi addominali.

Gamberi: soprannome ignorante dato a chi si muove in barca all’indietro da chi si muove in barca in avanti. Neanche fossimo contro natura.

Imbardare: rischiare di sfasciare uno scalmo, spezzare un remo o essere catapultati fuori dalla barca solo per aver fatto una palata leggermente più profonda del solito, ma poco poco.

Massimale: per l’allenatore dei master tutto il lavoro invernale è finalizzato a saperne tirare due di fila senza far intervenire l’unità coronarica.

Molla pari/molla dispari – rinforza pari/rinforza dispari: in una barca di punta con formazione classica, comandi che il timoniere dà a una delle due bordate per evitare di andare a raccogliere bruscandoli sulle rive del fiume.

Pala fissa: esercizio che prevede di remare con la pala sempre perpendicolare all’acqua. Nel mondo master, punizione corporale per chi arriva tardi all’allenamento.

Palata: gesto che dovrebbe partire dal finale, includere un lento movimento sul carrello, l’arrivo in attacco, l’entrata, la spinta di gambe e l’arrivo nuovamente in finale. Dovrebbe.

Pallina: elemento gommoso a protezione della prua.

Partenza: sono molte le scuole di pensiero su come muoversi sul carrello a inizio gara: mezzo mezzo mezzo tre quarti tutto; tre quarti tre quarti tutto; mezzo tre quarti tutto. Al master piace a sentimento.

Passo gara: quando il master pensa di averlo raggiunto, probabilmente sta andando troppo piano.

Pedaliera: parte della barca che, comprendendo le scarpette, dovrebbe essere mobile (dovrebbe) per far assumere al canottiere una corretta posizione per sé e un corretto settore nei confronti dei compagni di barca.

Piano sul carrello: richiesta del timoniere o del capovoga ai compagni di barca per evitare il rinculo tipico del master che, muovendosi troppo velocemente sul carrello in direzione contraria al moto della barca, ne soffoca lo slancio, l‘assieme e le speranze in un colpo solo.

Poppa: l’estremità posteriore della barca. Cioè il didietro. Cioè il davanti se andiamo all’indietro. Dove non c’è la pallina.

Prodiere: il canottiere più vicino alla prua.

Prua: l’estremità anteriore della barca. Cioè il davanti. Cioè il didietro se andiamo all’indietro. Dove c’è la pallina.

Punta: voga con un remo a testa.

Quinti bracci: parte degli scalmi che, durante lo smontaggio di una barca, conviene numerare prima e non dopo averli radunati in modo confuso.

Remo: non pagaia.

Remoergometro: vedi test.

Scalmo: apparente stato d’animo del proprio allenatore in pre-gara.

Senza: voga in assenza di timoniere (e non in assenza di attributi come qualcuno suppone da tempo); simbolo -.

Serrata: momento in cui il master non ne ha più e, intravedendo le boe rosse, entra in modalità Acheronte.

Settore: non pervenuto. Dopo anni di esperienza, il master ancora ignora il concetto, troppo tecnico per essere applicato a sentimento.

Spessore: elemento artigianale ergonomico tagliato e cucito a mano dalle canottiere per un ottimo comfort sul carrello (e per far usare alle stesse un 8+ Empacher da 100kg di media barca)

Skiff: barca singola.

Tavoletta: unico punto della barca su cui è possibile caricare il peso di tutto il corpo quando il proprio allenatore pretende che ci si metta in piedi sul proprio skiff. Tranne nel tentativo di risalire una volta caduti in acqua: in quel caso i punti su cui caricare il peso sono spiegati da un misterioso tutorial su youtube che tutti dicono di aver visto ma che nessuno ha postato mai nell’inutile ma divertente chat spammosa del gruppo master.

Test: vedi remoergometro.

Timoniere: figura che nel canottaggio non dovrebbe pesare meno di 55kg per gli equipaggi maschili e 50kg per quelli femminili. Nel canottaggio master il timoniere, maschio o femmina che sia, viene pesato con uno sguardo e con grande sconforto liquidato con “Vai pure, si vede a occhio che non serve zavorra”. Nonostante ciò, si fa valere anche senza l’uso di cox-box e per tutta la gara governa il timone della barca e incita i compagni a non stuprare il capovoga, come se fosse il suo unico scopo nella vita.

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