Ma(s)ter* s.f. sportiva dedita alla voga che – incidentalmente – ha prodotto creature dal suo grembo. Sin. mammaster.
A differenza delle semplici master, suddivise in categorie per età, la ma(s)ter si divide in due grandi sottocategorie, per età sì, ma dei figli:
- la ma(s)ter con figli grandi (sempre neofita);
- la ma(s)ter con figli piccoli (sempre ex rematrice).
La ma(s)ter neofita ha figli grandi, pressoché adulti, e si è avvicinata al canottaggio incoscientemente in età avanzata, per due motivi:
- ottimizzare i carichi della lavatrice (pieni di sozze divise sportive dei figli energumeni, ma sempre con carichi inferiori a metà cestello, pertanto antiecologiche);
- non rimanere sola a casa con il marito.
Si è affacciata timidamente al pontile sorridendo, convinta di poter praticare una moderata attività fisica, che le donasse anche una deliziosa abbronzatura dorata da sfoggiare durante i party in piscina con i colleghi. Si è ritrovata a sollevare 60 kg di squat, grugnendo in una palestra maleodorante con la pelle a strisce alternate. Tre le tinte fondamentali: fondo di carciofo (piede, culo, pancia), melanzana (polpaccio, coscia, braccia) e peperone (naso, spalle). Ai party in piscina non va più perchè impegnata a tirare 4 da 2000 a colpi crescenti, o a curarsi i calli delle mani col pelapatate.
La ma(s)ter con figli piccoli ha spesso interrotto l’attività remiera per accoppiarsi e figliare. La prima cosa che pensa appena inizia il travaglio è “se sono sopravvissuta a un 2000, il parto non sarà niente” (e sbaglia); poi inizia l’attività master e pensa “se sono sopravvissuta a un parto e a un 2000, un 1000 non sarà niente” (e sbaglia di nuovo). Le ex canottiere post parto, ancora in piena quarantena, vengono trascinate dalla nostalgia su un remoergometro e giustificano la folle attività cercando di convincersi che remare stimoli le contrazioni uterine. La ma(s)ter ex rematrice torna a remare per due motivi:
- perdere i 20 kg presi con gravidanza, puerperio e brusca interruzione dell’attività remiera;
- non rimanere sola a casa con il marito.
Le riconosceremo dai body dai colori stinti con l’elastico di cartapesta indurita, dalla faccia depressa post remoergometro (perchè la memoria ancora funziona) o in extremis dal biberon al posto della bottiglietta.
Attenzione: Nonostante i curricula ben nutriti, spesso non sono affidabili compagne di barca: hanno una prole dalla salute misteriosamente cagionevole solo a ridosso delle trasferte.
Ordunque, che siate mater, master o mammaster, buona Festa della Mamma a tutte voi: che dopo ogni trasferta possiate tornare, esauste ma rilassate, con un carico di medaglie per i vostri piccoli e grandi tifosi, e con la speranza che qualcun altro lavi le vostre termiche.
*Nessun marito è stato maltrattato per scrivere questo post
Un ringraziamento particolare alla più prolifica delle mammaster che ha redatto questo lemma.
Sempre massimi livelli!
"Mi piace""Mi piace"