Volevo scrivere un post romantico, mi è venuto questo. Perdonatemi.
Tra le ultime gare di fondo e l’annullamento delle prime gare sui 1000 metri, mentre un sole primaverile ancora incerto di tanto in tanto si fa strada fra lampi e tuoni temporaleschi, affrontiamo un argomento caro ad ogni canottiera lunatica e meteoropatica: il pre-gara. Speriamo così di aiutarvi a gestire questo momento così difficile, facendo chiarezza in voi stesse, ma anche di fornirvi preziosi strumenti per fronteggiare il pre-gara altrui, che negli equipaggi multipli dà luogo ad alchimie tendenzialmente esplosive.
Esistono vari tipi di pre-gara; disponibili – quasi tutti – anche nella sorprendente versione maschile.
- Il Pre-gara Disfattista
La canottiera con il pre-gara disfattista vive una situazione di pessimismo cosmico, che neanche il pastore errante dell’Asia. Vaga tra i carrelli con lo sguardo perso, cullandosi in pensieri di sconfitta e accusando sintomi misteriosi, chiaramente psicosomatici. Raggiunge il culmine della disperazione al momento di salire in barca, quando il suo sconforto dilaga fino ad includere, oltre al risultato della gara (anche se è l’unica concorrente), anche i rapporti con le compagne, con il partner, l’esistenza di Dio e il senso della sua stessa vita.
Rimedio: nessuno. Frequentarla fa bene, è talmente insicura che vicino a lei vi sentirete più invincibili di Chiara Sacco.
- Il Pre-gara Ossessivo-compulsivo.
La canottiera che soffre di questo tipo di pre-gara trova conforto solo in un complesso rituale di preparazione, da svolgersi in modo meticoloso.
La sua busta delle chiavi è più fornita di un ferramenta e soprattutto perfettamente in ordine. Il suo zainetto per la gara è come la borsa di Mary Poppins, qualsiasi cosa vi serva, lei ce l’avrà, in duplice copia. Controlla ossessivamente pedaliere archetti guide scalmi e poi a ritroso scalmi guide archetti pedaliere, più e più volte. Solo al pontile della premiazione si accorgerà di aver messo il carrello al rovescio e a volte non solo quello.
Rimedio: consigliamo vivamente di fare attenzione a non turbare il suo magico equilibrio. Se le spostate i remi dal punto esatto del pontile dove li aveva lasciati, impazzisce.
- Il Pre-gara Enciclopedico
E’ complementare al precedente, solo che può iniziare anche settimane prima della gara. Sintomi: la canottiera ha studiato il campo di gara (inclusi gli aspetti idrogeologici e storici) e lo conosce palmo a palmo, come se ci avesse trascorso l’infanzia. Sa a memoria orari e numeri d’acqua anche delle gare prima e dopo la sua. Si è informata minutamente sulle avversarie, di cui potrebbe recitare a memoria non solo il curriculum trovato su canottaggioservice, ma anche le più intime informazioni personali, forse nella speranza di approfittare bassamente di eventuali infortuni, o preciclo, o disgrazie sentimentali.
Rimedio: non comunicatele MAI, per nessun motivo qualsivoglia variazione dovesse esserci nel meteo, nel programma, nell’equipaggio. Lasciate che lo scopra da sola, quando sarà troppo tardi.
- Il Pre-gara Tracotante
Dentro la canottiera con il pre-gara tracotante si nasconde un essere spaurito che si sente morire, ma per non farlo notare bullizza le altre canottiere con la propria prestanza e la propria sicurezza di sé. È per questo che vi racconterà amabilmente di quella volta nel ’94 che ha vinto le Universiadi e che sì, insomma, all’ultimo test al remoergometro ha fatto solo 3:32, ma perché era sotto antibiotici, ma quando faceva i raduni con la nazionale U23 sì che si allenava sul serio, non adesso che riesce a fare solo 9 allenamenti alla settimana. Dopodiché per riscaldarsi si esibirà in quattro serie di piegamenti su un braccio solo.
Rimedio: fate sempre sì con la testa e sorridete.
- Il Pre-gara Esuberante.
La canottiera con il pre-gara esuberante è una delle più dannose. Placa la propria agitazione riversando un profluvio di parole su chiunque le capiti a tiro, preferibilmente l’individuo più emotivo dell’equipaggio, o quello alla sua prima gara. Apparentemente disinvolta e a suo agio, cela nel suo intimo un’ansia divorante ma soprattutto contagiosa anche per gli individui più sicuri.
Rimedio: sguinzagliatela contro le avversarie e lasciate che si sfoghi su di loro chiedendo il segno zodiacale e invitando tutte per uno spritz dopo il traguardo. Diventerà una risorsa impagabile.
- Il Pre-gara Scontroso
Il pre-gara scontroso è facilmente riconoscibile a distanza: la canottiera scontrosa diventa taciturna, tende ad isolarsi fino ad evitare le sue stesse compagne; se gli avversari osano rivolgerle la parola, risponde a monosillabi o digrigna i denti, nella convinzione che un qualsiasi contatto possa rovinarle il karma e portare a catastrofi inaudite: imbardare all’ultimo metro, rovesciare la barca, cecchinare il motoscafo dei giudici.
Rimedio: statele alla larga e soprattutto tenetela alla larga dalla canottiera esuberante.
- Il Pre-gara Ormonale
Questo tipo di pre-gara è abbastanza trasversale, anche se vi sono dei soggetti particolarmente predisposti. La canottiera ormonale ch’ha il ciclo regolato sul calendario agonistico, che riesce a funestarle ogni regata, dalla Vesta Veterans fino alla Vogalonga, conciliandole tutte senza mancarne una, che nemmeno l’algoritmo più sofisticato. Si favoleggia che partecipare a gare di canottaggio sia un modo efficace per ritardare la menopausa o addirittura per farla recedere. La canottiera ormonale in pre-gara passa nel giro di pochi istanti da esuberante a disfattista a scontrosa a tracotante, disorientando tutti e gettando nello sconforto l’allenatore.
Rimedio: molti abbracci e Moment rosa come se piovesse.
- Il Pre-gara Alcolico
La canottiera alcolica comincia a sbronzarsi il pomeriggio prima della gara, subito dopo l’allenamento di rifinitura, nella convinzione che la birra sia il più completo degli integratori salini e il più efficace degli ansiolitici; vi spiegherà imperturbabile che, se abbinata a carni rosse, possibilmente al sangue, e cetrioli sottaceto, svolge anche una naturale azione dopante. Si sveglia il mattino dopo un po’ pesta ma di ottimo umore e le suona a tutti senza pietà.
Rimedio: nessuno, è perfetta così; solo ringraziate il cielo di non avercela contro. In caso contrario, cominciate a pregare.
E non chiedeteci perché ne abbiamo individuati 8: la risposta la sapete.
Un minuto di silenzio per il cox.