La valigia della canottiera

Amiche, Bled si avvicina.
Sappiamo tutte quanto sia importante presentarsi preparate ai grandi appuntamenti. Siamo certe, perciò, che nessuna di noi ha trascurato i presupposti fondamentali della preparazione di un mondiale, quelli che riguardano l’aspetto atletico, tecnico e psicologico.
In questo delicato frangente, abbiamo pensato di mettere a punto una piccola check list per aiutarvi a predisporre ciò che è veramente importante avere in valigia al momento di una trasferta.

Abbigliamento per la gara.
Oltre al body della squadra, metterete nella borsa altri indumenti da concordare con i compagni con cui gareggerete. Questi ultimi solitamente sono affetti da gravi problemi di termoregolazione: si va dall’ex pl che ha i brividi anche con 38 gradi e salirebbe in barca in agosto con un maglioncino di angora e doposci a pelo lungo, fino al branco di cinghiali selvaggi dell’8+ mix, che farebbero la gara nudi, se fosse lecito. Il volume del vostro bagaglio lieviterà così a dismisura, ma non perché siete delle fashion victim.
Nel marasma, mettete anche un kway o un paraspruzzi: nel caso lo dimenticaste, pioverebbe sicuramente.
E poi calzini, a centinaia, che per l’emozione dimenticherete sul pontile.

L’intimo.
Tema fondamentale per ogni canottiera. E’ meglio che non si veda: una vera signora non indossa mai l’intimo a vista. Come tutte sappiamo, però, il body non solo è progettato per la fisicità di uno junior maschio che si allena 13 volte a settimana, ma è concepito anche in modo da mostrare, oltre alle mutande (modello, colore, consistenza), tutti gli inestetismi che ci sono sotto, sopra, intorno. Come risolvere?
Una scuola di pensiero, portata avanti da un’esigua minoranza di master A perlopiù nullipare, consiglia di non mettersi proprio nulla, con l’accorgimento di giocarsela sulla depilazione nel caso il colore del body fosse a contrasto. Si tratta, a nostro avviso, di una scelta audace, che vi farà guadagnare grande popolarità nell’ambiente, ma non accessibile a tutte. Appare forse più praticabile un intimo discreto e falsamente rassicurante, leggermente contenitivo, se possibile coordinato con il body.

Abbigliamento per il pre-gara.
Quando scegliamo questi capi, rivolgiamo il pensiero alle nostre madri: quelle che ci vorrebbero tutte in ordine, con messa in piega, filo di perle e manicure come in un film con Grace Kelly.
E’ ovvio che non saremo mai all’altezza delle aspettative materne, ma cerchiamo comunque di trovare un buon compromesso e di non cadere troppo in basso. Teniamo sempre presente, però che sarà meglio non indossare una gonna a ruota quando ci arrampicheremo sul carrello per slegare le barche, soprattutto se per l’intimo abbiamo scelto la soluzione delle master A.

Abbigliamento per la sera
Toglietevelo dalla testa. Come prescritto dall’allenatore, l’unico uomo al mondo al quale ogni tanto ubbidite, non ci sarà alcuna sera. Si va direttamente al punto successivo, dimenticando Imprevisti e Probabilità.

Abbigliamento per la notte
E’ del tutto ininfluente ciò che indosserete. Causa età e stanchezza, dopo una giornata in campo di gara sverrete sul letto prive di sensi, senza nemmeno togliere ciò che indossavate in quel momento: perlopiù una maglietta sudata e pantaloncini puzzolenti, con buona pace della mamma (e di Grace Kelly).
Nel cuore della notte vi sveglierete bruscamente, sognando di essere a capovoga di un 8+ in cui tutti scarrellano disperatamente; riprendendo conoscenza per un attimo sentirete il vostro odore confondersi con quello della compagna che dorme con voi, con addosso pantaloncini puzzolenti e una maglietta sudata. Odori conosciuti, che vi rassicureranno.
Potrete perciò tornare a dormire tranquille, infilandovi, con le ultime forze, una di quelle magliette celesti così carine, quelle con la scritta d’oro, che danno certe volte ai campionati italiani. Il suo morbido abbraccio vi cullerà in sogni pieni di barche che non dondolano e di carrelli finalmente pacificati.

Beauty
Focalizzate bene l’immagine dello spogliatoio medio nel canottaggio femminile: una stanza buia poco più grande di uno sgabuzzino, in cui decine di atlete con in mente la mamma e Grace Kelly cercano di farsi la messa in piega, sguazzando in ciabatte dentro una fanghiglia dal colore ambiguo.
Sarà fondamentale dunque puntare all’essenziale: pochi prodotti, ben calibrati. Rubare il siero antietà alle compagne più anziane è del tutto inutile: il tempo passerà comunque, ci donerà il (sopravvalutato) fascino dell’esperienza ma anche, più concretamente, preziosi secondi di handicap. Su, fidatevi della zia: l’unica prevenzione efficace contro l’avanzare dell’età è esagerare con la protezione solare.
Shampo e balsamo: meglio non cadere nella trappola dei prodotti 2 in 1, che vi ridurranno come una pianta di fichi d’india; tanto più che in spogliatoio le prese per il phon vanno conquistate duramente e la felicità nel raggiungerle è equiparabile solamente a quella che si prova sul podio.
E’ fatto inoltre assoluto divieto di presentarsi sul pontile senza lo smalto sui piedi: si tratta di una regola distrattamente omessa dal regolamento federale, ma che sicuramente era chiarissima nelle intenzioni del legislatore. Dovrete perciò provvedere prima della partenza.

Zaino per la barca
Carta d’identità in busta stagna, cappello del colore giusto, solare 50+ antietà antiossidante antiradicali liberi antipanico, borraccia, sali, set di spessori ritardanti per lui, stimolanti per lei, chiave da 10, chiave da 13, cacciavite, dadi e rondelle a piacere.

Bene, pronte?
Ci si vede sul pontile, ci riconosceremo dalle unghie smaltate, e dalla cattiveria.

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