Mentre McDreamy e McSteamy se la ridono al nostro cospetto ignari del loro trapasso televisivo, proseguiamo il nostro viaggio culturale sull’anatomia del canottaggio master:
Gli addominali.
Finché non vi è osservazione diretta dell’addome sotto al body (riservata alle sole compagne di spogliatoio e al medico di guardia dopo i 10×1500) gli addominali di Schrödinger possono essere considerati allo stesso tempo vivi e morti, allo stesso tempo in superficie e coperti da uno strato adiposo più o meno degno. Alcuni testimoni oculari giurano di aver visto anche gli addominali laterali. Purtroppo le testimonianze sono inficiate da discutibili tassi alcolemici e dal fatto che ogni dispositivo in grado di immortalare l’evento si è automaticamente disattivato per tutta la durata dell’esperienza, per poi riattivarsi al suo termine.
I pettorali.
Non pervenuti. Per fare canottaggio i pettorali non servono: con somma disperazione dei canottieri maschi, che guardano con aperta invidia i colleghi canoisti, rimangono sempre fuori dai giochi. L’allenatore se ne interessa solo quando ci sono da fare le gare PL: in quell’occasione diventano (per le ragazze) preziose riserve adipose da sacrificare impassibili sull’altare del dio canottaggio, mentre la collettività maschile grida all’unisono allo spreco. Tenersi la propria taglia di reggiseno figura quindi tra i privilegi delle master (che sono più numerosi di quanto ci si immagini).
Le spalle.
Uno dei tratti che esteticamente contraddistinguono maggiormente i canottieri: considerate appetibili in un fisico maschile, non godono di pari successo in quello femminile, a meno di non essere così scaltre da riuscire a spacciarle come uno di quei difetti che conferiscono fascino.
Le braccia.
Abbiamo un prezioso reperto, rinvenuto in un antro presumibilmente adibito a sala pesi. Si tratta di un’iscrizione che ci documenta, oltre alla disperazione di chi ha scritto tali parole adamantine (forse l’allenatore di un 8+ femminile?), anche un atteggiamento probabilmente diffuso tra le master nei confronti di alcune pratiche, vissute come gravose e deleterie:
AVVERTIMENTO PER LE DONNE! SO BENISSIMO CHE NON VOLETE LE BRACCIA GROSSE E MOLTO VOLENTIERI SALTATE GLI ALLENAMENTI DI PESI, IO VI DEVO AVVISARE CHE NON FUNZIONA COSI’ IL CANOTTAGGIO!!!!! LASCIATE LE VOSTRE PATURNIE AGLI AVVERSARI. POI OGNUNO RACCOGLIE QUELLO CHE SEMINA.
L’iscrizione sembra provenire da una gruppo sociale in cui gli uomini si sentivano un tempo minacciati dal potere femminile, tanto da ricercare nella donna una femminilità rassicurante, almeno dal punto di vista estetico. Oggi in tale società si staglia eroica la figura dell’allenatore, che dopo aver convinto il suo armo femminile alla ribellione sociale dotandosi di spalle da camallo genovese, abbronzatura tigrata e lividi neri in zona carrello, continua la sua titanica battaglia per conquistare anche l’ultimo baluardo rimasto.
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