Biodiversità del fiume

Nonostante le difficili condizioni ambientali in cui versa il Bacchiglione, esso rimane un habitat caratterizzato da un’elevatissima biodiversità. Cercheremo quindi di passare in rassegna alcune delle specie peculiari che allignano in questo meraviglioso fiume.

Vogatori veneti
Ultimi custodi di un sapere antico, lo preservano con amore geloso dallo scorrere del tempo, librandosi sulle loro barche slanciate con un dondolio ritmico e armonioso. La livrea che indossano è oggetto di immensa invidia per tutte le frequentatrici del fiume, obbligate a body impietosi, spesso in colori improponibili: le vogatrici che remano alla veneta, al contrario, sfoggiano un completo immacolato, con una gonna romanticamente fluttuante nella brezza serale, in cui l’unica, raffinata, nota di colore è una fascia in vita.
I vogatori veneti si riuniscono una volta all’anno in occasione della Vogalonga, durante la quale umiliano con la loro grazia e agilità tutte le altre imbarcazioni, guardando con legittima alterigia l’esercito raffazzonato e vociante che infesta le acque della Serenissima.
Curiosamente si osserva, in questa specie, una leggera prevalenza delle femmine sui maschi.

Canottieri
Espiano sul fiume qualche colpa inconfessabile sottoponendosi con scrupolo ostinato e metodo rigoroso a serie infinite di esercizi ispirati a puro autolesionismo. Sempre precisissimi, mai li vedrete a torso nudo, abbigliati in modo meno che inappuntabile; ciò significherebbe trasgredire un misterioso codice di regole a cui obbediscono senza alcuna ragione apparente, ma con assoluta fedeltà. Conservano con il fiume un rapporto di cauto rispetto: passano ore a scivolare sulla superficie dell’acqua, ma cercano di mantenere sempre una certa distanza da essa; purtroppo non sempre ci riescono.
Di tutte le specie che popolano il fiume, questa ha una peculiarità unica, quella di muoversi all’indietro, praticamente alla cieca, risultando dannosissima a se stessa e alle altre.

Canoisti
La tendenza popolare a confondere canottaggio e canoa, sempre a vantaggio della canoa, ha fatto di questa specie un incolpevole oggetto di rancore, soprattutto da parte dei canottieri. Molte sono state, in passato, le atlete che si sono avvicinate alla voga inglese nella speranza, fondata su un tragico equivoco, di avere qualche chance in più di conoscere Antonio Rossi (protagonista, nello scorso decennio, di alcuni leggendari servizi fotografici).
Caratterizzati da una confidenza con l’acqua che ispira ai canottieri un sentimento tra ammirazione e riprovazione, usano barche troppo piccole e che vanno nella direzione sbagliata; a parlarci, tuttavia, si rivelano spesso delle ottime persone.

Dragoni
Sono tanti, tantissimi, sia maschi, sia femmine. Quando si trovano sulla terraferma sembra di essere di fronte ad un’invasione di formiche che trascinano tutte insieme un oggetto decisamente sproporzionato rispetto al loro corpo. Provvisti di spiccate doti sociali che permettono loro di convivere in uno spazio ristrettissimo, hanno il merito di raggrupparsi, una volta in acqua, su una sola imbarcazione, risultando, a conti fatti, i più innocui tra i frequentatori del fiume.

Canoisti canadesi
Quello dei canoisti canadesi è un piccolo esercito che si nutre degli elementi più ribelli e trasgressivi, allontanati dalla canoa, a quanto si dice, a causa delle loro dubbie abitudini igieniche. Il canoista canadese ha occhi magnifici, fisico possente, un sorriso che spacca. Questi caratteri esercitano un’attrazione irresistibile sulle femmine delle altre specie: spesso nemmeno la consapevolezza che il contenuto delle loro borse non viene lavato per mesi, o addirittura per anni, risulta un deterrente efficace. I motivi sono facili da intuire.
I canoisti canadesi sono tutti maschi. Quando corrono sull’argine a torso nudo, fanno finire nel fosso le signore che tornano dal Conad con la spesa nel bagagliaio.

Queste le specie di vogatori che annovera il Bacchiglione. Non sembri fuori luogo, perciò, una considerazione molto seria.
Teniamocelo stretto questo fiume. Anche se i canoisti continuano a farci il bagno (e di nascosto anche noi, ogni tanto) tra batteri e prodotti chimici è ormai davvero troppo pieno di schifezze. Perciò continuiamo pure ad ostentare una nobile superiorità tutte le volte che si sale di colpi e la nostra capovoga ci annaffia in tutti i punti vitali con acqua mista ad alghette viscide; ma adoperiamoci per diffondere un comportamento più consapevole dal punto di vista ambientale, proteggendo tutte le specie che abitano nel fiume.
Con un’attenzione particolare ai canoisti canadesi.

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